I lavoratori del comparto agricolo ed edilizio sono i soggetti più esposti a situazioni di caldo estremo. Come ogni anno, il periodo estivo comporta l’insorgenza del rischio di colpo di calore. Tale rischio rappresenta un’emergenza tuttavia prevedibile, e deve essere affrontato nell’ambito della valutazione del rischio aziendale come prescritto dal Testo Unico sulla Salute e Sicurezza dei Lavoratori.
Lo SPISAL ha attivato un tavolo all’interno del Comitato Provinciale di Coordinamento di Padova, per aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro e dei lavoratori verso il rischio da colpo di calore e fornire le principali indicazioni per una corretta valutazione e gestione del rischio.
Di seguito le principali indicazioni da seguire per il datore di lavoro e per i lavoratori.
Il datore di lavoro deve:
- Controllare temperatura e umidità: devono essere considerate a rischio quelle giornate in cui si prevede che la temperatura all’ombra superi i 30° e l’umidità relativa sia superiore al 70%;
- Informare correttamente i lavoratori sugli effetti del calore;
- Predisporre aree di riposo ombreggiate e rinfrescate;
- Organizzare turni di lavoro, evitando lavori pesanti nelle ore più calde;
- Lasciare sempre a disposizione acqua fresca;
- Controllo sanitario regolare.
Il lavoratore deve:
- Indossare abiti leggeri e dai colori chiari, non lavorare a pelle nuda;
- Bere molta acqua ed evitare bevande alcoliche;
- Evitare cibi ricchi di grassi e sale;
- Mangiare piatti ricchi di frutta e verdura.
Cosa fare in caso di colpo di calore
In situazioni di pericolo agire con consapevolezza e tempestivamente può salvare la vita. Quando ci si accorge di essere di fronte ad un caso di colpo di calore, bisogna innanzitutto chiamare un addetto al PRIMO SOCCORSO e avvertire il 118. È necessario portare la persona in un luogo più fresco e asciutto, allentare i vestiti stretti e fare aria attorno alla persona. Se cosciente, le linee guida dello SPISAL indicano di somministrare acqua fresca a piccoli sorsi e di applicare panni freschi su polsi, caviglie, inguine, nuca e ascelle.
Clicca qui per visionare il materiale informativo predisposto dallo SPISAL, che può essere utilizzato dalle aziende come strumento utile per definire le modalità di gestione delle attività a rischio (sezione “Cosa deve fare il datore di lavoro”) e parallelamente come locandina informativa per i lavoratori (sezioni “Cosa deve fare il lavoratore” e “Segni premonitori”), da esporre o consegnare agli addetti esposti.