La direttiva 2018/851/UE è stata recepita in Italia il 3 settembre 2020 attraverso il D.lgs. 116/2020, apportando modifiche e integrazioni al D.lgs. 152/06 (Testo Unico Ambientale) e definendo un programma nazionale per la gestione dei rifiuti sviluppando i seguenti aspetti:

  • definizione di macro-obbiettivi;
  • definizione di criteri e linee strategiche da seguire nell’elaborazione dei Piani regionali di gestione dei rifiuti;
  • indicazione delle misure atte ad incoraggiare la razionalizzazione della raccolta, cernita e riciclaggio.

In un’ottica specificatamente orientata ai produttori di rifiuti, i cambiamenti a cui prestare particolare attenzione nella loro gestione sono i seguenti:

  • Esclusione della responsabilità del produttore di rifiuti (in particolare nei casi di conferimento ad operazioni di raggruppamento, ricondizionamento e deposito preliminare – D13, D14, D15), a condizione che, oltre al formulario di identificazione, riceva un’attestazione di avvenuto smaltimento, sottoscritta dal titolare dell’impianto a cui sono stati destinati.
  • Classificazione dei rifiuti urbani e speciali (questi ultimi classificabili come urbani se in linea con quanto specificato negli allegati L-quater e L-quinquies), con abbandono della qualifica di rifiuti assimilabili agli urbani.
  • Ridefinizione dei soggetti obbligati a tenere il registro di carico e scarico rifiuti ed i soggetti esonerati:

 

Soggetti obbligati:

  • Enti e imprese produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • Enti e imprese produttori di rifiuti non pericolosi con più di 10 dipendenti derivanti da:
  • lavorazioni industriali e artigianali²;
  • da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento fumi;
  • Chiunque effettua attività professionale di raccolta e trasporto rifiuti;
  • Enti e imprese che effettuano operazioni di recupero e smaltimento rifiuti;
  • Commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione.

Soggetti esonerati:

  • Per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di 10 dipendenti;
  • Gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile con un volume di affari non superiore a 8.000 euro;
  • Le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, di cui all’art. 212 comma 8;
  • Enti e imprese produttori di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività agricole e agro industriali, attività da demolizione, costruzione e scavo, attività commerciali, di servizio, da attività sanitarie.

 

  • Il decreto ha aggiunto significativi dettagli legati a particolari attività (es.: attività di manutenzione delle infrastrutture, impianti per l’erogazione di forniture e servizi di interesse pubblico tramite terzi), ai fini della definizione del luogo di conservazione del registro di carico e scarico rifiuti e della movimentazione del materiale tolto d’opera prodotto.
  • Inoltre per attività di manutenzione, piccoli interventi edili e attività di cui alla Legge 82/94 (attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione), il decreto definisce con maggiore dettaglio il luogo di produzione dei rifiuti e, per quantitativi limitati che non giustificano l’allestimento del “deposito” dove viene svolta l’attività, viene prevista la possibilità di trasportare dei materiali con DDT (documento di trasporto), in alternativa al FIR.