Il Ministero della Salute ha emesso un’ordinanza per regolamentare l’utilizzo delle mascherine, in vigore dal 1° maggio.

In particolare, le mascherine continueranno ad essere obbligatorie, dal 1° maggio al 15 giugno, nelle realtà ritenute dal Governo a maggior rischio di assembramenti o maggiormente sensibili, quali:

  1. i seguenti mezzi di trasporto:
    1. aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone;
    2. navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale;
    3. treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo interregionale, Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità;
    4. autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega più di due regioni ed aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti;
    5. autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente;
    6. mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale;
    7. mezzi di trasporto scolastico dedicato agli studenti di scuola primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado;
  2. spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati, nonché eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso;
  3. le strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, ivi incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (RSA), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti;

Resta in atto la disposizione già prevista dalla legge in vigore riguardante l’uso delle mascherine nelle scuole fino al termine dell’anno scolastico.

Cosa cambia quindi nei luoghi di lavoro?

L’ordinanza indica che “è comunque raccomandato di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie in tutti i luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico”, ma non dà nessuna indicazione per quanto riguarda i luoghi di lavoro privati, lasciando di fatto la possibilità per ciascuna azienda di definire eventuali regole interne sulla base di una valutazione del rischio per la propria realtà.

Ricordiamo che Confindustria, considerando che i dati epidemiologici confermano che il rischio da contagio da COVID-19 non si è purtroppo ancora azzerato, neanche per le fasce di popolazione protette dalla vaccinazione, consiglia di continuare ad applicare i Protocolli, che sono da considerare come “strumenti per assicurare la protezione dell’attività imprenditoriale e dei lavoratori”.

Questo anche ai fini dell’art. 29-bis del DL n. 23/2020 (Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi), che indica gli “obblighi dei datori di lavoro per la tutela contro il rischio di contagio da COVID-19” e la cui operatività non è legata il perdurare dello stato di emergenza.

Nel concordare con le raccomandazioni del Governo e di Confindustria, si consiglia di mantenere in essere le procedure già esistenti, con particolare attenzione all’uso della mascherina nei luoghi di lavoro al chiuso quale strumento ritenuto maggiormente efficace, assieme al distanziamento interpersonale, per la prevenzione del contagio.

Eliminazione del green pass

È esplicitamente abolito dal Governo (legge n.24 del 24/03/2022) il controllo del Green Pass, che potrà quindi non essere più verificato.

 

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