Il 21 dicembre 2022, la DIREZIONE GENERALE PER LA MOTORIZZAZIONE E PER I SERVIZI AI CITTADINI E ALLE IMPRESE IN MATERIA DI TRASPORTI E NAVIGAZIONE CENTRALE ha pubblicato una “nota esplicativa sui casi di non obbligatorietà della nomina del consulente ADR per trasporto stradale di merci pericolose”.

Tale atto riprende sostanzialmente quanto indicato dall’art. 3, comma 6, lettera a), del decreto legislativo n. 40/2000 estendendone però il campo di applicazione.

La novità consiste proprio nell’indicare chiaramente che le esenzioni dalla nomina del Consulente ADR, previste dal sopracitato Decreto e dai successivi aggiornamenti, sono applicabili anche alle aziende che svolgono solo il ruolo di “speditori”.

Questa estensione non era stata mai chiaramente indicata in nessun riferimento normativo, pertanto, a titolo precauzionale, era stata assunta come interpretazione dottrinale, dai vari soggetti della filiera delle consulenze nei trasporti, quella più cautelativa, che prevedeva lo Speditore escluso dalle esenzioni.  

 

Di seguito sono indicate per quali tipologie di Speditori tale esenzione è applicabile:

  1. nel caso in cui le loro attività riguardino quantitativi, per ogni unità di trasporto, che non superino i limiti definiti al punto 1.1.3.6. e al punto 1.7.1.4 come ai capitoli 3.3 (Disposizioni Speciali), 3.4 (Quantità Limitate) o 3.5 (Quantità Esenti) dell’accordo ADR;
  2. Nel caso in cui le aziende non effettuino, a titolo di attività principale o accessoria, trasporti di merci pericolose od operazioni d’imballaggio, di riempimento, di carico o scarico connesse a tali trasporti, ma che effettuino occasionalmente trasporti nazionali di merci pericolose, o operazioni d’imballaggio, di riempimento, di carico o scarico connesse a tali trasporti che presentano un grado di pericolosità o un rischio di inquinamento minimi (punto 1.8.3.2, lettera b), dell’accordo ADR).

Al punto 1) sono individuati alcuni casi di esenzione ben definiti, mentre, al punto 2) vi è un’indicazione generale che trova poi spiegazione nelle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 1 del Decreto Ministeriale 4 luglio 2000, n. 90T (di seguito riportati).

D.M. 4 luglio 2000 art. 1 comma 1:

a) le imprese che effettuano trasporti in colli o alla rinfusa, in ambito nazionale, di materie od oggetti individuati alla colonna 2, categoria di trasporto 3, della tabella di cui al marginale 10011 (1.1.3.6 ADR) dell’allegato B al decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione in data 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 dicembre 1996, n. 282 e successivi aggiornamenti e modifiche, ai quali è associato il riconoscimento del livello di rischio più basso;

b) le imprese che effettuano operazioni di carico delle merci di cui alla lettera a), in colli o alla rinfusa, ovvero anche in cisterna qualora le materie caricate siano residui di lavorazione e rifiuti prodotti dall’impresa stessa.

Le esenzioni di cui alle lettere a) e b) si applicano, per ciascuna impresa, ad un numero massimo di operazioni annue pari a 24, con un limite massimo di 3 operazioni nello stesso mese, un totale complessivo massimo non superiore a 180 tonnellate.

Vengono distinte le esenzioni relative alle operazioni di trasporto (lettera a) da quelle relative ad operazioni di carico (lettera b).

Le esenzioni di cui al punto a) e b) sono però vincolate ad un numero massimo di operazioni di trasporto anno/mese (24/3) e ad un quantitativo massimo annuo in tonnellate (180 t).

Infine, con la Circolare Ministero dei trasporti e della navigazione 14 novembre 2000 n. A26, vengono dati alcuni utili chiarimenti in merito alle sopracitate esenzioni:

  • È il caso di precisare che i trasporti effettuati in regime di esenzione, ai sensi dell’art. 3, comma 6, lettera a), non concorrono alla formazione del numero massimo di viaggi annuali e mensili ed alla quantità massima annuale consentita per rientrare nei limiti di esenzione previsti dal decreto ministeriale 4 luglio 2000.
  • Per potersi avvalere delle esenzioni, le imprese, ai sensi dell’art. 2, comma 2 e seguenti, del medesimo decreto ministeriale devono darne comunicazione all’ufficio provinciale del Dipartimento dei trasporti terrestri, prima di iniziare le operazioni di carico e di trasporto per ciascun anno solare, seguendo la procedura fissata in tali commi.
  • Le imprese rientranti nei criteri di esenzione dalla nomina del consulente sono, ovviamente, comunque obbligate al rispetto di tutte le incombenze che l’ADR ed il RID prevedono espressamente a loro carico.

 

Contattaci per maggiori informazioni o chiarimenti